Salute

Tachipirina: perfetta per i malanni di stagione

L’inverno e il freddo sono arrivati, e con essi anche i primi raffreddori, più o meno intensi a seconda dei casi. Il raffreddore e l’influenza sono in genere causati da virus, contro i quali non è necessario utilizzare farmaci specifici.

Si tende più che altro a stimolare il sistema immunitario, perché combatta più rapidamente il virus, e a diminuire i sintomi eccessivamente debilitanti. Il paracetamolo, il principio attivo presente nella tachipirina, è uno tra i più utili in queste situazioni.

I sintomi del raffreddore e la tachipirina

L’influenza e il raffreddore portano con sé dei sintomi classici: mal di testa, dolori articolari, naso chiuso, febbre. La gravità dei sintomi dipende dal singolo soggetto, ma in genere si tratta di problematiche che si risolvono nell’arco di 5-10 giorni.

Per limitarne la gravità è possibile utilizzare appositi farmaci; la tachipirina 500 per la febbre ha azione rapida ed esiste anche in specifiche formulazioni per i bambini. Per altro si tratta di un farmaco con pochi effetti collaterali studiati, che può essere utilizzato anche dalle donne in gravidanza (ovviamente sotto consiglio e controllo del medico di famiglia).

Il paracetamolo, presente nella tachipirina, è però utile anche come analgesico, quindi non solo permette di abbassare la febbre alta, ma anche di diminuire gli stati dolorosi in generale, come ad esempio il mal di testa dato dalla congestione nasale o i dolori muscolari e articolari dovuti all’influenza.

La posologia

La tachipirina è un farmaco da banco per automedicazione, questo significa che per acquistarla non serve ricetta medica.

Per l’utilizzo è però importante leggere il foglietto presente all’interno della confezione: il fatto che se ne possano acquistare anche varie scatole alla volta non significa che le compresse si possano ingerire come fossero caramelle.

Si tratta infatti di un farmaco vero e proprio, la cui posologia dipende dall’età e dal peso del paziente e anche dalla gravità dei sintomi. Per un adulto una singola compressa può essere sufficiente, somministrazione da ripetere all’occorrenza ogni 4 ore, per un massimo quindi di 6 compresse al giorno.

Per un bambino tra i 6 e i 10 anni, di peso non superiore ai 25 kg, mezza compressa ogni 4 ore, quindi 3 compresse al giorno, è la posologia massima. Se un adulto ha la febbre molto alta, o dolori particolarmente intensi, può raddoppiare la dose a 2 compresse ogni 4 ore, ma per brevi periodi di tempo.

Quando evitare la tachipirina

La gran parte delle famiglie italiane conservano in casa una confezione di tachipirina, da utilizzare nel corso dell’anno.

Conviene per ricordare che questo farmaco è da utilizzare con cautela in soggetti che soffrono di patologie epatiche o da anemia emolitica. Il sovradosaggio può causare effetti dovuti all’intossicazione da paracetamolo, conviene quindi attenersi sempre alle dosi consigliate.

Se i dolori non si risolvono dopo alcuni giorni è importante chiedere consiglio al medico di famiglia, che potrebbe richiedere di effettuare alcuni esami diagnostici, per controllare che non siano presenti patologie gravi. La tachipirina può essere utile anche in occasione di dolori di qualsiasi genere e forma.

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