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Tachipirina 1000: dosaggio, posologia e prezzo

La Tachipirina è un farmaco a base di paracetamolo, un principio attivo che, contrariamente a quanto si crede, non è un antinfiammatorio, ma un antipiretico ed analgesico tra i più più utilizzati in assoluto per le sue numerose proprietà terapeutiche e per la sua elevata tollerabilità.

Si tratta di un farmaco particolarmente maneggevole dato che può essere somministrato sotto forma di gocce, sciroppo, compresse e supposte, con differenti concentrazione di principio terapeutico, e minimi rischi di effetti tossici.
Il paracetamolo si trova in molti farmaci, come:

  • Tachipirina;
  • Efferalgan;
  • Actigrip (in associazione con pseudoefedrina e triprolidina);
  • Buscopan compositum (in associazione con butilscopolamina);
  • Zerinol (in associazione con clorfenamina).

L’utilizzo del paracetamolo è indicato principalmente per il trattamento di:

  • alterazioni febbrili;
  • dolore di intensità lieve o moderata e di qualsiasi natura (emicrania, nevralgie, dolori mestruali, dolori articolari, mal di denti, mialgie, ed altri).

La Tachipirina 1000 è un farmaco antipiretico ed analgesico

La Tachipirina, farmaco a base di paracetamolo, viene ampiamente prescritta per la sua attività antipiretica ed analgesica; ed è disponibile in numerose formulazioni terapeutiche, che sono:

  • compresse, da 500 mg e da 1000 mg;
  • compresse effervescenti, da 1000 mg;
  • granulato effervescente, da 125 mg, da 500 mg e da 1000 mg;
  • sciroppo, da 120 mg;
  • gocce orali, da 100 mg;
  • supposte, da 62,5 mg (per neonati), da 125 mg (per la prima infanzia), da 250 mg (per bambini), da 500 mg (per adolescenti), da 1000 mg (per adulti);
  • soluzione iniettabile da 10 mg/millilitro.

La vasta gamma di possibili formulazioni assicura un’ampia gamma di utilizzo del farmaco che può essere impiegato dai primi mesi di vita fino all’età adulta; si tratta di un caso abbastanza raro, dove il medesimo principio terapeutico è in grado di offrire una terapia a così largo raggio.

La Tachipirina non deve essere usata in caso di comprovata intolleranza al paracetamolo o anche ad uno qualsiasi dei suoi eccipienti.

Molte ricerche scientifiche hanno confermato l’elevata tossicità del farmaco nei confronti della cellula epatica, nei cui confronti si rivela potenzialmente dannoso, soprattutto in caso di sovradosaggio.

Tali ricerche hanno evidenziato che pazienti affetti da insufficienza epatocellulare di grado lieve o moderato, da epatite acuta e da insufficienza epatica grave possono sviluppare reazioni avverse in seguito all’uso prolungato di Tachipirina, in quanto essa può provocare un’epatopatia anche grave accompagnata da alterazioni a carico del sangue e dell’apparato renale.

Per questo motivo, in caso di terapie prolungate, è sempre consigliabile effettuare un monitoraggio della funzione epatica e renale. Viene sconsigliata l’assunzione del farmaco in caso di alcolismo acuto e cronico, dato che l’etanolo è in grado di scatenare la tossicità del paracetamolo, anche a dosi terapeutiche.

L’utilizzo di Tachipirina per via orale, dipende dalla velocità dei processi digestivi, pertanto la somministrazione di farmaci che alterano tale funzionalità, influisce notevolmente sulla biodisponibilità del prodotto. Anche l’assunzione di alcuni antibiotici, come il cloramfenicolo, può aumentare il rischio di tossicità del principio attivo.

Particolare attenzione deve essere posta nell’uso concomitante di questo farmaco con anticoagulanti orali: in questi casi è consigliabile effettuare frequenti monitoraggi per scongiurare pericoli di sovrapposizione. Anche durante il trattamento cronico con farmaci che inducono l’attività delle monossigenasi epatiche, oppure in caso di esposizione a sostanze con azione simile (cimetidina, ripampicina, fenobarbital e carbamazepina), bisogna usare un’estrema cautela nella somministrazione.

Il dosaggio della Tachipirina 1000 è strettamente correlato alla sua posologia

Tachipirina 1000 contiene un dosaggio relativamente alto del principio attivo, se paragonato ad altri farmaci appartenenti alla stessa classe terapeutica: la concentrazione è tale da riservare l’utilizzo rigorosamente agli adulti, mentre bisogna ricordare di evitare la somministrazione sui bambini, per i quali esistono altre forme di dosaggio più adeguate; è invece consentito l’utilizzo nei ragazzi a partire da quindici anni di età.

La posologia a cui attenersi scrupolosamente, prevede la somministrazione di una compressa o una supposta, da 1000 milligrammi, al massimo in tre volte nell’arco delle 24 ore. È fondamentale non dimenticarsi di rispettare l’intervallo minimo tra l’assunzione di due forme farmaceutiche: essa non deve essere inferiore alle quattro ore.

Il sovradosaggio, infatti, si configura come un’eventualità piuttosto rischiosa. L’intossicazione acuta è rara, poiché prevede l’assunzione di dosi massicce, non facilmente raggiungibili in seguito a semplici distrazioni; in ogni caso bisogna prestare la massima attenzione alla comparsa di sintomi come nausea, vomito, anoressia, dolori addominali, pallore, decadimento marcato delle condizioni generali.

Questa eventualità può verificarsi non di rado nel caso di persone anziane o con deficit cognitivi, che possono assumere un eccesso di forma farmaceutica senza rendersene conto. I sintomi del sovradosaggio hanno una comparsa abbastanza immediata, e comunque nell’arco delle 24 ore, e l’evoluzione più temibile è rappresentata dalle conseguenze a livello epatico: gli epatociti possono andare incontro a necrosi massiva.

Il paracetamolo è un principio attivo che alle dosi terapeutiche è piuttosto sicuro, cioè mostra un vantaggioso indice terapeutico e viene considerato a ragione abbastanza maneggevole. Infatti se si segue scrupolosamente la posologia, il fegato è perfettamente in grado di coniugarlo ad acido glucuronico e solfato, e convertirlo così in una forma facilmente eliminabile per via renale.

Il problema del sovradosaggio è rappresentato dal fatto che le vie enzimatiche sopracitate vengono saturate dall’eccessiva dose di principio attivo che raggiunge il fegato, ed inevitabilmente il paracetamolo in sovrabbondanza prende altre strade metaboliche, che prevedono l’attivazione del citocromo P450, con produzione di benzochinonimmina.

Questa molecola è particolarmente reattiva, e va quindi a formare legami chimici con le proteine mitocondriali dell’epatocita: in questo modo la cellula non è più in grado di produrre ATP e va irreversibilmente verso la necrosi. L’insufficienza epatocellulare si accompagna ad encefalopatia ed acidosi metabolica, fino allo stato di coma che può avere esito letale.

La posologia cambia leggermente in funzione dell’effetto terapeutico ricercato:

  • come analgesico, la dose massima è di 4 grammi nelle 24 ore, e l’intervallo minimo tra le somministrazioni è di 4 ore;
  • per l’artrosi dell’anca o del ginocchio la dose massima giornaliera scende ai 3 grammi, però si allunga il periodo di somministrazione (essendo patologie croniche che spesso richiedono terapie a lungo termine).

Il prezzo di Tachipirina 1000 presso le farmacie è accessibile a tutti

Il prezzo di Tachipirina 1000 sotto forma di supposte si aggira intorno ai 5,50 euro; mentre la confezione delle compresse ha un costo di circa 10 euro.

Tachipirina 1000: dosaggio, posologia e prezzo
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Monica

Formazione umanistica, da diversi anni interessata al settore della salute e principalmente dell’alimentazione.

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