SESSO

Squirting cos’è e come funziona l’eiaculazione della donna

Che cos’è l’eiaculazione femminile (Squirting)

L’eiaculazione femminile (squirting) consiste in un particolare meccanismo secondo cui alcune donne, al momento dell’orgasmo, si bagnano espellendo del liquido proveniente dai dotti parauretrali, due piccoli canali posti ai lati dell’uretra che sboccano nella vagina.

Le strutture anatomiche deputate a tale secrezione sono le ghiandole parauretrali di Skene, che equivalgono alla prostata maschile. Il liquido emesso consiste in una sostanza alcalina contenente tracce di fruttosio e glucosio, PSA e PAP.

L’eiaculazione femminile (squirting) è un fenomeno che si verifica con scarsa frequenza durante i rapporto sessuale e che interessa soltanto una minoranza delle donne; secondo una ricerca scientifica risalente al 1994 (Rapporto di Kratochvil) sarebbe unicamente il 6% della popolazione femminile ad eiaculare regolarmente durante l’amplesso.

Il fatto che per le donne questo fenomeno venga considerato con imbarazzo, quasi fosse una cosa di cui vergognarsi, condiziona molto gli studi inerenti alla reale incidenza dell’eiaculazione femminile; infatti esse considerano estremamente imbarazzante trattare tale argomento e spesso si trincerano dietro ad un immotivato silenzio.

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Che cos’è il liquido emesso dallo Squirting?

Intorno agli anni ’80 molti sessuologi collegava l’eiaculazione femminile con l’incontinenza urinaria, pensando che il liquido emesso in fase di eccitazione potesse avere una composizione analoga a quella dell’urina; in realtà l’unica analogia tra i due liquidi sta nel fatto che entrambi sono di natura alcalina in quanto hanno un pH basico, mentre per il resto non mostrano altre somiglianze.

Infatti il fluido eiaculato non contiene creatinina né urea, ma due sostanze analoghe a quelle prodotte dalla prostata: si tratta di PAP (Fosfatasi Acida Prostatica) e PSA (Antigene Prostatico Specifico), che, in questo caso, sono prodotte dalle ghiandole di Skene.

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La quantità del liquido emesso in fase orgasmica è equiparabile a quello contenuto in una tazzina da caffé, contrariamente a quanto comunemente pensato; tale limitata produzione è strettamente collegata alle ridotte dimensioni delle ghiandole secernenti ed al loro posizionamento anatomico che non consente il deposito di ingenti quantità di sostanze.

Rimane abbastanza oscura la funzione che il liquido eiaculato svolga in ambito fisiologico; secondo alcune ricerche esso esplicherebbe un ruolo difensivo nei confronti degli agenti esterni potenzialmente infettanti, comportandosi come un antimicrobico per la difesa dell’apparato genito-urinario femminile.

Che cos’è lo squirt

Squirt” è un vocabolo Inglese che significa letteralmente “fontana” e viene impiegato per designare l’eiaculazione femminile, fenomeno piuttosto sconosciuto a causa della ritrosia delle donne ad affrontare tale argomento.

In base alle scarse notizie inerenti a tale fatto, si presuppone che possa esistere un collegamento tra la secrezione del liquido eiaculato ed il punto “G”, che è la zona anatomica presente a livello del clitoride e che causa l’insorgenza dell’orgasmo femminile.

Il punto “G” si trova all’interno della vagina ed è posto a circa cinque centimetri dalla sua apertura, in un’area che interessa sia clitoride che uretra e vagina; infatti la denominazione più precisa di tale punto è Zona CUV (Clitoro-Uretro-Vaginale).

Si tratterebbe di una piccola area epidermica deputata all’insorgenza di intense percezioni sensoriali, considerata il “luogo del piacere multiplo”. Tale minuscola struttura anatomica sarebbe quindi la sede di produzione del liquido femminile.

Una constatazione riconosciuta con certezza è quella relativa al fatto che lo squirting consiste in una manifestazione decisamente più accentuata rispetto alla semplice lubrificazione delle pareti vaginali, in quanto la quantità di liquido prodotto è molto più abbondante.

In seguito ad una stimolazione interna della vagina, infatti, le ghiandole di Skene sono in grado di secernere abbondante sostanza lubrificante.

Lo squirt viene descritto come l’emissione di liquido sotto forma di getto, che si può verificare sia durante l’orgasmo che durante le fasi preliminari, ma comunque non troppo tempo prima del momento di massimo piacere; questo fatto è correlato alla funzione fisiologica della sostanza che è appunto quella di facilitare la penetrazione.

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Lo squirting consiste nella secrezione di un liquido incolore ed inodore che viene espulso ad opera delle ritmiche contrazioni muscolari della parete vaginale.

La maggiore o minore emissione di liquido eiaculato sembra dipendere principalmente dalla conformazione anatomica delle ghiandole periuretrali; infatti alcuni studi epidemiologici hanno rilevato una notevole variabilità in termini di microanatomia relativamente alle dimensioni delle aperture di tali ghiandole.

Questa osservazione potrebbe spiegare il motivo per cui alcune donne squirtano, mentre altre non ne sono capaci.

E’ necessario comunque tenere presente che l’orgasmo femminile è strettamente collegato alla sfera psico-emotiva, che condiziona in maniera evidente lo svolgimento dell’atto sessuale; l’orgasmo femminile è prima di tutto psicologico in quanto la donna è condizionata da molteplici canali di comunicazione sensoriale per raggiungere il piacere.

Non esiste una stretta correlazione tra squirt ed orgasmo in considerazione del fatto che una donna può raggiungerlo senza squirtare così come può squirtare senza arrivare all’orgasmo.

Come funziona lo squirting

Il raggiungimento dello squirt rappresenta ancora un mistero inspiegato, anche se l’unico dato sicuro è quello che lo collega al clitoride; il processo di secrezione viene infatti innescato dalla stimolazione delle pareti clitoridee e della zona iniziale della vagina dove si appoggia la vescica urinaria.

A livello fisiologico si verifica una secrezione di sostanza fluida che viene immessa nell’uretra, per poi essere espulsa in fase eccitatoria; può succedere che nella composizione del liquido siano presenti anche tracce di urina, per la contiguità anatomica degli organi.

Analizzando microscopicamente tale liquido si è scoperto che la sua composizione è abbastanza simile a quella dello sperma maschile, anche se si mostra priva di spermatozoi e di consistenza molto più fluida.

Alcune donne sono in grado di innescare lo squirting anche attraverso pratiche masturbatorie che, stimolando le zone erogene coinvolte, determinano l’emissione del liquido.

Poiché nella donna è preponderante la componente psicologica del piacere, anche per quanto concerne lo squirting è necessario che sussistano presupposti adeguati; una donna non è in grado di eccitarsi “a comando”, ma deve mostrare un profondo coinvolgimento emotivo che precede ed accompagna l’atto sessuale, per renderlo piacevole ed appagante.

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