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Infertilità Femminile, cause e rimedi

Quali sono le cause dell’infertilità femminile

L’infertilità femminile dipende nella maggior parte dei casi da modificazioni del processo ovulatorio. L’ovulazione nella donna è quella fase in cui i gameti femminili vengono a maturazione per essere successivamente fecondati dai gameti maschili; questo processo si realizza generalmente intorno al dodicesimo giorno dall’inizio del ciclo, e talvolta è accompagnato da alcuni sintomi caratteristici come tensione addominale e dolorabilità riferibile alla porzione addominale destra o sinistra in maniera alternata.

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I disturbi a carico dell’ovulazione sono problemi piuttosto diffusi, e interessano un’elevata percentuale di donne, circa il 15%, considerando che con l’avanzare dell’età si ha un notevole incremento di tale percentuale: a 30 anni la possibilità di concepire è intorno al 40% che si riduce al 10% verso i 40 anni.
L’origine dell’infertilità femminile è riconducibile a disordini di natura ormonale che interferiscono con la regolarità del ciclo mestruale.

Quando sussistono modificazioni nella secrezione delle gonadotropine ipofisarie, si verifica un ciclo anovulatorio, consistente nell’assenza di ovulazione. In questo caso, non vengono rilasciate cellule uovo e quindi non può avvenire il loro incontro con gli spermatozoi.
Generalmente la mancanza di ovulazione è accompagnata da amenorrea, che è un disturbo consistente nella completa assenza di mestruazioni per almeno tre mesi consecutivi.

L’infertilità femminile può dipendere anche da disturbi collegati alla sfera alimentare, come bulimia ed anoressia, oppure a disfunzioni ipofisarie come l’iperprolattinemia.

A queste cause possono essere aggiunte anche altre di natura iatrogena, in cui il disturbo è di solito temporaneo, e conseguente all’assunzione di alcuni tipi di farmaci, soprattutto relativi al metabolismo ormonale.

In alcuni casi l’infertilità femminile è causata da malformazioni anatomiche congenite, come in caso di mancato sviluppo ovarico o uterino, blocco delle tube di Falloppio e aderenze pelviche prodotte da sindromi infiammatorie.
L’endometriosi è una patologia piuttosto diffusa consistente nella migrazione da parte di cellule dell’endometrio verso altri organi, soprattutto le ovaie; in queste condizioni subentra un processo di sterilità irreversibile.

Talvolta la causa d’infertilità è riconducibile a problemi cervicali quando il muco presente a livello della cervice uterina blocca il passaggio degli spermatozoi, generalmente per carenza di estrogeni oppure in seguito alla produzione di anticorpi anti-spermatozoi.

Come viene effettuata la diagnosi di infertilità femminile

Questo disturbo coinvolge non soltanto la donna ma anche la coppia che intende avere un figlio, pertanto se dopo un anno il desiderio di concepire non ha ancora raggiunto alcun risultato, sarebbe consigliabile richiedere un consulto medico per ricercare la causa di tale deficienza.

Dopo un’iniziale anamnesi che coinvolge entrambi i partner, di solito si procede indagando sul funzionamento degli ormoni, per evidenziare la presenza di eventuali disfunzioni. In questo caso è indispensabile effettuare alcuni test diagnostici su campioni di sangue.

I dosaggi ormonali che solitamente vengono eseguiti sono riferibili a:

– FSH (ormone follicolo-stimolante),

– LH (ormone luteotropo),

– Estradiolo,

Prolattina

Progesterone

Si tratta delle principali sostanze che partecipano ai processi ovulatori femminili.

Successivamente è possibile effettuare un’ecografia pelvica transvaginale per valutare l’anatomia dell’apparato genitale ed eventuali malformazioni strutturali che potrebbero rappresentare una causa meccanica della sterilità.

L’isterosalpingografia consiste in un’indagine radiologica che si utilizza per osservare l’aspetto delle tube del Faloppio.

Anche l’ecografia tridimensionale può rivelarsi un utilissimo supporto per diagnosticare eventuali anomalie a carico della forma e del volume uterino.

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Quali sono i rimedi dell’infertilità femminile

La scelta di un determinato tipo di trattamento per l’infertilità femminile dipende dalla causa che ne ha causato l’insorgenza.

Le terapie farmacologiche sono solitamente di tipo ormonale e comprendono principi attivi stimolanti sulla funzione ovarica, da assumere sia oralmente che per via intramuscolare; si tratta di ormoni follicolo-stimolanti che vengono impiegati sempre sotto controllo medico ed unicamente in determinate condizioni.

Esistono anche rimedi naturali di comprovata efficacia:

integratori a base di omega 3, che andrebbero assunti per il loro elevato potere antiossidante;

vitamina C, D, E che contribuiscono a stimolare tutti i processi fisiologici dell’organismo;

magnesio e carnitina, il cui meccanismo d’azione sembra possa essere collegato ad un miglioramento della fase ovulatoria.

In ambito fitofarmacologico vengono consigliati alcuni prodotti, come:

– maca peruviana, che aumenta la vitalità delle cellule sessuali (gameti);
– mucuna pruriens, i cui semi si sono rivelati molto efficaci per stimolare l’ovulazione femminile.

Che cos’è Fertilina

Fertilina è costituito da integratori sia femminili che maschili la cui finalità è quella di stimolare la fertilità allo scopo di rendere possibile il concepimento; si tratta di prodotti completamente naturali che comprendono dei complessi vitaminici e principi antiossidanti la cui azione sinergica si potenzia vicendevolmente in maniera equilibrata ed efficace.

I componenti di Fertilina sono i seguenti:

rhodiola, che supporta tutti i processi metabolici dell’organismo;

ginseng, dalle spiccate proprietà energetiche e rivitalizzanti;

ashwagandha, che svolge un’azione rinvigorente ed antistress;

amplinox, composto da vitamina C ed arginina;

zinco, implicato nella regolazione dell’attività ormonale.

Trattandosi di un prodotto naturale che non impiega sostanze di sintesi, i suoi effetti dipendono da una regolare assunzione da parte di ambedue i partner e necessita di un certo tempo prima di offrire risultati evidenti. La dose consigliata è di: una capsula due volte al giorno alla mattina ed alla sera preferibilmente a stomaco pieno, da assumere per almeno tre mesi consecutivi; durante il ciclo di cura sarebbe consigliabile anche effettuare regolarmente il test per l’ovulazione che serve ad indicare con attendibilità i giorni in cui la donna è fertile.

Ecco cosa ne pensa chi ha provato Fertilina:

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Il meccanismo d’azione di Fertilina consiste nella preparazione dell’apparato genitale femminile ad accogliere i gameti maschili per favorire un concepimento fisiologico e senza nessun tipo di principio terapeutico. Ottimizzando la maturazione della cellula uovo, questo prodotto crea le condizioni ideali per facilitare l’incontro tra i gameti maschile e femminile, che richiede un’insieme di caratteristiche chimiche ed anatomiche. Fertilina svolge anche un’azione positiva a livello del ciclo mestruale, accentuandone la regolarità e controllando l’entità delle perdite ematiche.

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