Salute

Emocromo basso: consigli alimentari

Avete riscontrato emocromo basso nelle ultime analisi del sangue? Vediamo qualche consiglio

Capita di frequente, soprattutto alle donne in età fertile, di sottoporsi ad un controllo di routine e scoprire attraverso le analisi del sangue di avere un emocromo basso, spesso segno non patologico di una diminuita riserva di globuli rossi, probabilmente a causa di mestruazioni abbondanti o diete troppo rigide.

Quando parliamo di “emocromo basso”, quindi, intendiamo solitamente un ematocrito più basso della norma, ovverosia il numero complessivo di globuli rossi che compongono il campione di sangue prelevato. L’emocromo è un importante indicatore della salute generale dell’organismo proprio perché ci da conto di tutte le cellule del sangue (quella che, in gergo tecnico, viene definita parte corpuscolata).

Ma quali sono i sintomi di un emocromo basso e come è possibile ovviare al problema in maniera piuttosto rapida e soprattutto efficace? Tra i sintomi che solitamente compaiono nelle persone con un emocromo basso troviamo senza dubbio una costante sensazione di stanchezza, astenia, mal di testa e fastidi agli occhi. Tale sintomatologia può essere presente in tutto o in parte mentre in alcuni casi si arriva alla diagnosi proprio partendo dalle analisi del sangue, svolte magari per un semplice check-up periodico in assenza di disturbi.

La buona notizia è che di solito, a patto che a determinare valori bassi non vi siano patologie sottostanti da trattare con l’ausilio del medico, un emocromo basso può facilmente essere risolto adeguando la propria alimentazione. Vediamo quindi i consigli alimentari da seguire con costanza per notare in breve tempo un generale miglioramento delle proprie condizioni fisiche.

Nel caso di emocromo basso, uno dei primi nutrienti da apportare in maniera abbondante nella propria dieta sono le proteine. Queste hanno infatti il duplice scopo di mantenere il giusto equilibrio tra la parte corpuscolata ed il plasma e permettono ai globuli rossi di vivere più a lungo.

Via libera, quindi, alla carne bovina magra, ai tuorli d’uovo, al fegato, ai legumi, alle verdure come gli spinaci ed anche al succo di prugna ed alla barbabietola rossa.

Un aspetto da non dimenticare quando integriamo tali alimenti nella nostra dieta per contrastare un emocromo piuttosto basso è che spesso il nostro organismo non è in grado di sintetizzare al meglio queste sostanze ed ha necessità, soprattutto col ferro, di un “aiuto” da parte della vitamina C in grado di massimizzare il suo assorbimento e rendere disponibile questo prezioso minerale nel corpo.

Per questo motivo, qualora la dieta non possa di per sé essere risolutiva, è possibile utilizzare degli integratori specifici in grado di supportare l’organismo in questa fase di recupero.

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