Salute

Cosa sono le allergie

Con il termine allergia si indica una particolare malattia del sistema immunitario che, in presenza di particolari anticorpi detti “reagine”, ha una reazione eccessiva di autodifesa che può portare nei casi più gravi anche alla morte del soggetto per choc anafilattico.

Le allergie spesso sono scatenate da sostanze generalmente innocue come ad esempio pollini, alimenti ecc.

Le allergie sono caratterizzate da due elementi fondamentali: la specificità e la velocità. Con il termine specificità si intende la tendenza del sistema immunitario ad avere una reazione eccessiva solo in presenza dell’anticorpo specifico. Se si è allergici ad un particolare tipo di polline, la reazione allergica sarà scatenata solo dalla presenza di quel dato polline, mentre non accadrà nulla con pollini diversi. Per questo si dice che le allergie sono specifiche. Un altro fattore caratterizzante è, invece, la velocità.

Il sistema immunitario, infatti, agisce non appena entra in contatto con la sostanza allergizzante. In generale tra l’episodio di contatto e il manifestarsi dei primi sintomi trascorrono in media tra i 5 e i 30 minuti.  In questo lasso di tempo il sistema immunitario va in allarme cominciando a reagire a quello che considera un attacco.

I sintomi di una reazione allergica possono essere molteplici, ma, sono tutti molto evidenti e sono causati da una risposta esagerata del sistema immunitario agli allergeni. I sintomi dell’allergia possono essere locali o sistemici. I sintomi locali più comuni sono la rinite allergica, la congiuntivite allergica, l’insorgenza di attacchi d’asma, dermatite allergica, orticaria, eczemi, diarrea, rigurgito, problemi sessuali e disturbi cardiaci. I sintomi sistemici, detti anche ‘anafilassi’, provocano reazioni cutanee, broncocostrizione,edema e nei casi più gravi choc anafilattico. Lo choc anafilattico è lo stadio più grave dell’allergia e può portare al coma e addirittura alla morte del soggetto.

Solitamente le allergie sono dovute sia a fattori genetici che ambientali. Dal punto di vista genetico, il soggetto eredita la predisposizione a sviluppare allergie dai genitori. I figli però non erediteranno la sensibilità agli stessi allergeni dei genitori, ma, solo la loro predisposizione all’insorgenza di altre forme di allergia.

Il rischio che i figli di genitori allergici sviluppino in futuro un’allergia è molto alto e va dal 40 al 60%, mentre, diminuisce al 5% nei casi in cui nessuno dei due genitori presenti una predisposizione ad allergie.

Un ruolo chiave nello sviluppo delle allergie è giocato anche dall’ambiente in cui un soggetto vive. In particolare vivere in un ambiente eccessivamente asettico può favorire lo sviluppo di allergie, poiché il sistema immunitario, che non è abituato a determinati stimoli, reagisce in maniera esagerata quando si trova in situazioni nuove e stimoli sconosciuti.

Non è un caso che i paesi occidentali e maggiormente sviluppati abbiano visto nei decenni aumentare i casi di allergie. In questi paesi, infatti, l’utilizzo massiccio di antibiotici nei bambini, l’uso di additivi chimici e il ricorso eccessivo della sterilizzazione di oggetti e alimenti ritardano lo sviluppo della flora batterica e del sistema immunitario nei bambini rendendoli quindi più vulnerabili anche da adulti. Un altro fattore ambientale fortemente condizionante è  quello della dieta.

E’ stato accertato, infatti, che un’alimentazione povera di grassi polinsaturi determina una maggiore predisposizione a sviluppare allergie. Ci sono, infine, periodi dell’anno maggiormente a rischio per i soggetti allergici, come ad esempio la primavera o l’estate. In questi periodi, infatti, la concentrazione di polline nell’aria è maggiore rispetto agli altri periodi dell’anno, esponendo le persone allergiche a stimoli maggiori.

Vari studi di settore hanno tracciato un’identikit dei soggetti maggiormente a rischio di sviluppare allergie. Si tratta di persone appartenenti ai ceti alti, residenti in aree urbanizzate, figli unici e che vivono in ambienti con alti standard igienici.

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