Salute

Autismo, Si lavora per arrivare alla diagnosi precoce: lo studio

I ricercatori hanno sviluppato un test del sangue e delle urine per rilevare prima l’autismo nei bambini. Ma la strada è lunga.

Una malattia considerata ancora troppo misteriosa, per la quale non vi è cura: l’autismo è una delle realtà difficili del nostro Paese. Solo in Italia colpisce tra le 300 e le 500mila persone, e i numeri sono in crescita a livello globale.

Ma grazie a una recente ricerca italo-inglese, si sta cercando di lavorare per arrivare alla cosiddetta diagnosi precoce. Vediamo quali sono le novità emerse in questi giorni proprio in merito a questo disturbo.

Che cos’è l’autismo

Questo disturbo è caratterizzato da problemi legati allo sviluppo cerebrale ed è di origine genetica. Va a influenzare le relazioni sociali e sarebbe correlato a 7 geni. Questi sono causa di uno spettro del disturbo.

È abbastanza difficile riuscire a individuare la presenza della malattia prima dei 12 mesi di vita di un bambino. E la diagnosi è possibile entro i 2 anni di età. Per questo vi sarebbe grande interesse nel riuscire a percorrere la strada della diagnosi precoce.

Non a caso negli ultimi mesi, diversi studi hanno cercato di dare vita a una ricerca congiunta. L’obiettivo è quello di trovare un innovativo test che sappia riconoscere l’autismo. La fase di sperimentazione prevedere di lavorare sulla scoperta delle lesioni delle proteine plasmatiche. In questo modo si potrebbe chiarire la situazione sui motivi dei disturbi, cercando poi di lavorare a nuove cure.

Lo studio è guidato dall’equipe di studiosi dell’Istituto di Scienze Neurologiche dell’Università di Bologna insieme a quella di Birmingham e Warwick.

Test diagnosi precoce: che cosa dicono i ricercatori

I team di ricercatori dell’Università di Warwick e di Bologna, hanno raccontato su Molecular Autism che testare sangue e urine potrebbe far rilevare rapidamente l’autismo nei più piccoli. Per arrivare allo sviluppo del nuovo esame sono state studiate le differenze chimiche di 38 bambini autistici e 31 senza disturbi. 

E’ emerso che i bambini con autismo, presentano un livello di danno alle proteine più elevato nel plasma sanguigno. Nello specifico si notano composti modificati dello zucchero e livelli elevati di un marker di stress ossidativo.

L’autrice dello studio Naila Rabbani, ha spiegato che il test potrebbe essere usato dai medici per diagnosticare l’autismo prima nell’infanzia, per mezzo di tali marcatori. Ma la strada è ancora lunga. Come conferma l’autrice, il prossimo passo è quello di fare una prova nuova su un campione più ampio.

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Alessandra

Web writer nata e cresciuta a Bologna, tra tortellini e canzoni di Lucio Dalla e Gianni Morandi. Studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura.

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