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Aspirina C Effervescente a cosa serve: prezzo e Posologia

Aspirina C è una specialità medicinale costituita da importanti principi attivi

L’Aspirina C è un medicinale a base di acido acetilsalicilico e vitamina C (acido ascorbico); si usa essenzialmente come analgesico, antipiretico ed antinfiammatorio, in maniera analoga ai congeneri della classe terapeutica di appartenenza, rappresentata dai FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).

L’acido acetilsalicilico è un principio attivo che si utilizza in caso di:

  • dolore di entità lieve o moderata, ad esempio nel trattamento di mal di denti, mialgia, dismenorrea, cefalea, dolore nevralgico, muscolare e reumatico;
  • sindrome influenzale o para-influenzale;
  • infiammazione acuta o cronica, come in caso di artrite reumatoide giovanile, artropatie degenerative ed osteoartriti di varia natura.

La vitamina C, altrimenti chiamata acido ascorbico, è un principio attivo che viene utilizzato in svariate condizioni, più o meno fisiologiche, come stati di carenza (ad esempio nello scorbuto), ma anche durate la gravidanza e l’allattamento, che sono fasi della vita della donna in cui la richiesta da parte dell’organismo aumenta in maniera considerevole.

Per quel che riguarda le sindromi da raffreddamento, l’acido ascorbico si è mostrato particolarmente utile per limitare la durata del disturbo, e per alleviare l’entità della sintomatologia. Pareri contrastanti invece sussistono sulla presunta proprietà di prevenzione nei confronti del raffreddore, per la quale sono ancora in atto approfonditi studi randomizzati sulla popolazione. È comunque universalmente condivisa dal mondo scientifico l’idea che la vitamina C sia un importante coadiuvante del sistema di difesa dell’organismo, rappresentato dal sistema immunitario.

Aspirina effervescente ha una posologia ben definita da rispettare

L’Aspirina C si presenta in forma di compresse effervescenti da 400 mg, che devono essere assunte in quantità di una o due forme farmaceutiche, ad intervalli di tempo non inferiori alle 4 ore, prestando estrema attenzione a non superare le quattro somministrazioni nell’arco delle 24 ore.
Le compresse sono facilmente e rapidamente solubili in un mezzo bicchiere di acqua, e il consiglio generale per tutti i medicinali appartenenti alla classe dei FANS, è quello di effettuare l’assunzione possibilmente a stomaco pieno, ovvero dopo un pasto o anche semplicemente uno spuntino.
Infatti, per il meccanismo d’azione farmacologico, che prevede l’inibizione dell’attività degli enzimi ciclo-ossigenasi, viene inibita la produzione, tra i vari mediatori chimici, anche di prostaglandine a livello di mucosa gastrica, che hanno una funzione protettiva della stessa nei confronti del pH acido che caratterizza l’ambiente dello stomaco. Per limitare quindi l’eventuale sensazione di pirosi, o acidità gastrica, si consiglia di evitare l’assunzione a digiuno, qualora sia possibile.
La terapia con Aspirina C dovrebbe proseguire per un periodo di tempo non superiore ai cinque giorni, trascorsi i quali, in assenza di guarigione, è fortemente indicato rivolgersi al proprio medico curante per risolvere l’eventuale sintomatologia ancora in atto.
Il rispetto della posologia è particolarmente importante per evitare il pericoloso stato patologico determinato dal sovradosaggio, i cui segni comprendono:
– atti respiratori troppo profondi e frequenti;
– nausea e vomito;
– sudorazione, vertigini e mal di testa.
Nelle condizioni di sovradosaggio particolarmente marcato, la sindrome è più grave in quanto include edema polmonare, disidratazione con insufficienza renale, e il rischio di arresto cardio-circolatorio.
Tutti questi effetti sono riconducibili all’effetto tossico mediato dall’acido acetilsalicilico, ma anche l’acido ascorbico se assunto a dismisura può rivelarsi dannoso, in quanto provoca:
– degradazione dei globuli rossi (emolisi ossidativa) in pazienti affetti da carenza genetica dell’enzima glucosio 6-fosfato deidrogenasi;
– elevati livelli nel sangue e nelle urine di ossalati;
– aumentato rischio di coagulazione intravasale disseminata (CID).

A cosa serve Aspirina durante la stagione più fredda dell’anno

Aspirina C si utilizza per curare i sintomi influenzali o parainfluenzali che comprendono:

  • raffreddamento;
  • dolori influenzali:
  • gola infiammata;
  • febbre.

I farmaci appartenenti alla categoria dei FANS, agiscono mediante l’inibizione degli enzimi della famiglia delle ciclo-ossigenasi, che normalmente sono preposti alla sintesi di:

  • prostaglandine, che mediano la vasodilatazione tipica dell’infiammazione, hanno azione algogena sui recettori nocicettivi, sono implicate nella genesi della febbre a livello ipotalamico, ed hanno effetto gastroprotettivo in quanto stimolano la produzione di muco e bicarbonato da parte della mucosa gastrica;
  • trombossani e prostacicline, che mediano broncocostrizione e modificazioni a carico della parete dei vasi, tipiche dello stato flogistico.

L’acido acetilsalicilico in particolare, ha un meccanismo d’azione che prevede una reazione di acetilazione con il sito attivo dell’enzima ciclo-ossigenasi, il cui esito è la formazione di un legame covalente, e come tale molto stabile, tra il principio attivo e la proteina, con blocco irreversibile dell’attività della stessa.

È particolare la modulazione dell’effetto terapeutico in funzione del dosaggio di Aspirina:

  • in quantità di 100 mg al giorno, conferisce un effetto antiaggregante, ampiamente sfruttato in pazienti a rischio di trombo-embolia, o con pregressi infarti miocardici o ictus cerebrali;
  • da 0,3 a 1 grammo al giorno produce una significativa azione antipiretica ed analgesica;
  • da 2 a 6 grammi al giorno, diventa un potente antinfiammatorio.

Interessante è stato rilevare il meccanismo che si trova alla base dell’effetto analgesico, in quanto si ritiene che l’azione antidolorifica sia la conseguenza di un duplice processo: da un lato, a livello periferico, l’acido acetilsalicilico è in grado di desensibilizzare i recettori nocicettivi, che conducono l’impulso algogeno dal tessuto periferico al midollo spinale; dall’altro, a livello centrale viene ostacolata la conduzione dell’informazione dal midollo spinale verso la corteccia cerebrale, sede in cui avviene la consapevolezza del dolore.

L’effetto antipiretico si manifesta grazie all’inibizione da parte dell’acido acetilsalicilico nei confronti della sintesi di prostaglandine. Le sostanze pirogene (in grado di indurre la febbre), una volta che penetrano nell’organismo, raggiungono l’ipotalamo e inducono la produzione di prostaglandine che agiscono sul centro regolatore della temperatura corporea, spostando il valore di riferimento cerebrale verso la febbre.

Il prezzo di Aspirina presso le farmacie è facilmente accessibile

Aspirina C è un medicinale facilmente reperibile presso qualsiasi farmacia aperta al pubblico, ad un prezzo che si aggira intorno ai 3,50 euro, nella confezione da 10 compresse; oppure costa circa 6 euro, per un totale di 20 forme farmaceutiche. Esiste anche una scatola che contiene 40 compresse, che si trova in commercio a circa 11 euro di prezzo.

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